J-rock visual key

Pubblicato il da Debby emostilosa

visual-key.jpgCos’ è  il Jrock ? E il Visual Kei ? Tutti ne parlano, tutti lo amano e tutti lo criticano.Molti sostengono che Jrock e Visual Kei sono la stessa cosa e criticano spesso gli artisti come il look  troppo androgino. Ma il Visual Kei è una vera e propria filosofia di vita, non per forza legata al Jrock: si può suonare Jrock senza necessariamente condividere questa filosofia e questo look Band come Asian Kung-Fu Generation e Orange Range, pur suonando Jrock, non hanno acquisito un look visual. Anche se il Visual Key è stato esportato all’ estero negli ultimi anni grazie a band come i Cinema Bizarre, esso ha in realtà un’ origine nipponica e pone le sue radici negli anni 80. Padri del Jrock sono gli X-Japan che hanno incarnato il simbolo di questo genere; proprio Hide, membro degli X-Japan morto nel 1998, è stato tra i primi ad introdurre in Giappone quello che è stato chiamato Visual Kei.
In estrema sintesi si può dire che il Visual Kei è la parte visuale di una band, il look e non la musica. Alla base del look Visual Kei ci sono delle evidenti influenze glam metal (basta prendere come esempio i Motley Crue), gothic metal e dark. Il look, proprio come le sonorità delle band Jrock, varia da individuo a individuo: è possibile mixare elementi glam, gothic e punk e tutto ciò che è eccentrico e sfarzoso.
Non esiste un preciso stile Visual Kei o un preciso suono Jrock (che è la componenete musicale e non l’ aspetto estetico come tendono a confondere molte persone): è possibile miscelare vari generi sia dal punto di vista della musica sia dal punto di vista del look.Esistono band Jrock con maggiori affinità con il gothic metal, con il punk, con la musica classica o con l’ hardrock, e altre band che invece cantano in inglese o in giapponese o, addirittura, alternano le due lingue.Il Jrock è un genere musicale molto variegato che non limita gli artisti. Il look Visual Kei è finalizzato ad esprimere la personalità dell’ individuo, non per forza un musicista.E’ quindi impossibile delineare una descrizione statica del Visual Kei, gli unici elementi comuni sono l’ influenza glam metal e il look androgino che spesso si lega al Gothic Lolita e al quartiere di Harajuku (Tokyo), il cuore nipponico del mondo manga dove i giovani si riuniscono sfoggiando vestiti, acconciature, colori di capelli inusuali, accessori curiosi, dando sfogo alla loro personalità senza restrizioni. Nell’ area di Harajuku vestirsi come i protagonisti dei propri manga o anime preferite non è oggetto di discriminazioni; lo stesso vale per il look Visual Kei che però in Occidente viene spesso deriso e frainteso.

Il look androgino non è segno di omosessualità nè di una tendenza transessuale, ma è espressione della filosofia del Visual Kei che si basa su lineamenti morbidi e su un abbigliamento eccentrico e spesso sfarzoso. Il successo del Jrock associato al Visual Kei sta nell’ abilità di produrre buona musica associata ad un elemento visivo (il look) che colpisce e che si distingue.

L’ originalità è l’ elemento che contraddistingue questo genere, che però essendo giapponese è riconducibile realmente solo agli artisti nipponici. I Cinema Bizarre, seppur ispirandosi al Jrock e al Visual Kei, non possono essere considerati Jrock e Visual kei al 100%. La scena è comunque sia ricca di band popolari, con sfumature di generi diversi come: X-Japan, Dir En Gray (denominati Diru o Deg dai fan), Moi Dix Mois, Dio, Malice Mizer, An Cafè, Alice Nine, Gazette, D’ Espairs Ray, LuLu, UnsraW.

L’ Europa non è indifferente a questo genere, la Germania ha lanciato i Cinema Bizarre che stanno diventando i nuovi idoli dei teenager proprio ispirandosi a questo mondo; la Francia da anni è sensibile a questo fenomeno e ha ospitato al Japan Expo di Parigi i Ra:IN, band di Pata degli X-Japan.

In Italia il Jrock (ma anche il Jpop e il Jmetal) è rimasto per molto tempo lontano dai riflettori. Ultimamente sempre più persone stanno scoprendo questo tipo di musica e questa cultura.
L’ Italia ha fatto parte del Bring X Japan To Europe, un progetto che ha coinvolto alcuni paesi come Italia, Francia, Germania, Spagna, Svezia, Portogallo e Inghilterra per convincere gli X-Japan ad aggiungere al loro tour alcune date europee.Anche prima del boom del Jrock, alcune band avevano già fatto tappa in Italia, seppur con poco seguito. L’ 11 marzo del 2008 i Dio si sono infatti esibiti a Milano; il 22 ottobre 2007 i Moi Dix Mois sono stati in concerto in Italia; nel 2006 invece sono stati i D’ Espairs Ray ad avventurarsi tra i primi nel nostro Paese, il 14 novembre a Trezzo (Milano).

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